Le mie ultime realizzazioni
Motorizzazione per E.645/E.646
Sto lavorando a un vecchio progetto basato su un'idea che aveva lanciato l'amico Fabrizio Mungai nelle pagine del bollettino ASN n°51; si trattava di realizzare con due motori da cd una motorizzazione efficace, potente e poco costosa, alla portata di tutti.
Avevo molti carrelli motori utili allo scopo, ma mi mancava la parte superiore dove avrebbero dovuto ruotare ed essere fissati, quindi, per anni, ho rinunciato, finché, come mi capita spesso, non è arrivata l'idea risolutiva.
In pratica, ho ricostruito con plasticard la sezione che sorregge i carrelli.
Ecco qualche foto.
Come si nota, ho usato plasticard da 1mm quadrettato (2mm).
Particolare dell'articolazione e dei pezzi realizzati per unire le due semi-motorizzazioni.
Una foto durante la lavorazione è d'obbligo!
Ecco la motorizzazione ultimata.
In pratica le semicasse 'calzano' perfettamente addosso alla motorizzazione. Ora devo studiare un sistema per bloccarle.
E per finire ... qualche dato:
il passo dei carrelli e fra i carrelli è quasi esatto;
tutte e dodici le ruote captano la corrente (sei per ogni polarità!);
le ruote motrici sono otto (quattro per ogni carrello);
i motori sono in serie per avere una velocità massima realistica. Si possono comunque collegare anche in parallelo, ma la velocità sarà notevolmente più alta.
Come si può notare, sono state aggiunte delle zavorre davanti e sopra i motori (anch'essi con una discreta massa) per aumentare l'aderenza e migliorare la captazione della corrente.
Qui potrete trovare anche il filmato della motorizzazione: http://youtu.be/OCZTB5jXTk4
La mia Az 10000 su TTM n°46
Come ho già scritto nella home del sito, continua la mia collaborazione con TTM (Tutto Treno Modellismo), ed ho avuto il piacere, nell'ultimo numero (appena uscito) di mostrare la mia ultima realizzazione: la Az 10000 di Alpen Modell, carrozza di Ia classe proposta in kit.
Su TTM ho mostrato le varie fasi di montaggio, ho dato qualche consiglio per realizzarla al meglio e, in più, qualche dritta nelle fasi più difficili.
Eccovi qualche foto del modello. Ovviamente vi consiglio di leggere attentamente l'articolo su TTM n°46, ancora in edicola, dove ci sono le informazioni per reperire il kit.
Carrello della Az 10000 (lastrina di prova)
Come saprete, sto montando la carrozza Az 10000 di Alpen Modell.
Prima di quella definitiva, ho assemblato una lastrina di prova tanto per prendere confidenza con il kit.
Quello che vi mostro è il carrello, che è stato successivamente modificato in alcuni particolari; Mario ha riprodotto perfino la tiranteria dei freni e, nella lastrina definitiva, anche i ceppi, che qui invece sono assenti.
Badoni 208 (Sogliola) elaborata
Questa lastrina LineaModel è nata malissimo; ho iniziato dalla base per realizzare le ruotine in maniera più conforme a quelle reali. Poi sono arrivato alla cabina e... non era incisa.
La signora "LineaModel" mi ha subito dato delle cabine incise a modo ma, arrivato a casa, mi sono accorto che anche la base non aveva le incisioni di piega e, più tardi, ho constatato (ahimè!)
che anche la traversa portarespingenti aveva questo difetto.
Insomma, ho ricostruito i fari, la traversa dove alloggiano i respingenti l'ho incisa io con il cutter, così come la base dell'automotore; i respingenti me li sono fatti (in realtà dovrebbero
essere tronco-conici, ma se ci fate caso quelli LineaModel sono tronco-piramidali), quindi, a questo punto, visto che la lastrina era nata handicappata, ho preferito i miei; la marmitta è stata
realizzata con un tubicino d'ottone e da una sezione più piccola, sempre d'ottone, innestata al suo interno; i fari sono tubicini di ottone (sinceramente, quelli in fusione non mi piacevano
molto...); anche altri piccoli particolari, come le sezioni di ottone e rame che ho usato per il meccanismo del gancio, non sono del kit; i mancorrenti, invece, sono originali.
Riguardo alle ruote, mi sembra che in questo modo (ho sentito molti che hanno dovuto leggermente sollevare le lamiere per l'interferenza che si creava con i bordini e con lo spessore della ruota
spessa) non si debba modificare l'andamento delle curvature. Però, ripeto, mi sembra, visto che non ho montato la versione originale.
Come costruirsi ruote ed assi per piccoli automotori, draisine e carrelli.
Ho spesso costruito piccoli carrelli ferroviari ed una Jeep-draisina delle FS, e mi sono sempre scontrato col problema di non trovare in commercio ruote piccolissime per i miei scopi.
Ne esistono alcuni tipi, ma hanno un effetto "barilotto" notevole, e costano moltissimo.
Ottime sono quelle Lineamodel che equipaggiano il kit della Sogliola, ma anche quelle, come dimensioni, sono molto fuori scala, come diametro e come spessore.
Ho cercato quindi di autocostruirmele, e nel tempo ho sperimentato varie tecniche. Quella che volevo illustrarvi qui è, finora, la migliore.
Ecco come l'ho realizzate.
Innanzitutto occorrono degli oblò Amati (ne esistono di diverse dimensioni), a noi servono i 4945/02, ed un tubicino (sempre Amati) da 1,5mm di diametro; non utilizzate sezioni piene perché non avreste lo stesso risultato, il perché lo spiegherò più avanti.
La fase successiva sarà saldare l'occhiello nella posizione mostrata dalla foto.
Consiglio di incastrare bene il tubicino nell'occhiello, magari battendoci delicatamente con un martellino per farlo posizionare esattamente.
Si collocherà tubicino ed occhiello sulla terza mano, come mostra la foto, si spalmerà una minima quantità di pasta salda sulla zona e, se salderemo a fiamma, collocheremo un pezzettino di stagno in cima all'occhiello ed avvicineremo la torcia per un tempo brevissimo; la saldatura avverrà automaticamente.
Se invece salderemo col saldatore elettrico, collocheremo sull'occhiello un po' di pasta salda, come prima, ma lo stagno sarà trasferito nella zona da saldare dopo averlo sciolto sulla punta del saldatore.
Mi raccomando, pochissimo stagno, perché se sciogliendosi deborda, imbratta tutto il piano di rotolamento della futura ruota.
Una volta saldata la ruota all'asse, misureremo la lunghezza che ci serve, taglieremo il tubicino con un disco abrasivo montato sul trapano, e ripeteremo l'operazione per l'altra ruota.
Successivamente, serreremo una delle ruote, o meglio, soltanto il piano di rotolamento nel mandrino del mini-trapano a colonna (mi raccomando, non serrate eccessivamente, o rischierete di deformare la ruota) e potremo asportare l'eccesso di saldatura e ridurre allo stesso tempo la misura del piano di rotolamento di quanto ci serve.
Ovviamente consiglio di ridurlo abbastanza, ottenendo una ruota più sottile, senza l'effetto "barilotto".
Ripeteremo l'operazione per l'altra ruota e, mentre l'asse è montato sul trapano, potremo, con la carta a vetro di grana finissima, lucidare sia le ruote che l'asse stesso, donandogli un aspetto più gradevole.
Se avrete seguito le istruzioni, il risultato dovrebbe essere questo.
Volendo, si può ridurre ancora il piano di rotolamento rispetto agli assi mostrati in foto, basta continuare a limare.
La differenza tra le pur belle ruote LineaModel (quelle del kit della Sogliola) e quelle realizzate ex-novo.
Importante: come avranno notato i più attenti, le ruote mettono in corto il binario. A questo si può ovviare in due modi: invece che saldare gli oblò-ruota sul tubicino-asse, possiamo utilizzare l'epossidico bicomponente, unendo le tre parti, le due ruote ai lati e l'asse nel mezzo, e mettere in forno per un po', in modo da rendere l'incollaggio simile ad una saldatura; poi seguire le solite fasi di limatura e rifinitura sul trapano. L'isolamento è garantito.
Io, non dovendo utilizzare questi assi su mezzi che devono fare molta strada, ho semplicemente rivestito di stucco spray Tamiya le ruote e successivamente le ho verniciate. Anche in questo caso l'isolamento è assicurato.
A voi la scelta.
O.M. (Officine Mercuri)
















